LUNEDÌ DELL'ANGELO ( PASQUETTA )

LUNEDÌ DELL’ANGELO ( PASQUETTA )

l lunedì, come oggi, era giorno di festa e si usava “ fare la merenda “ nel bosco. Nel pomeriggio noi bambini del mio casato andavamo tutti insieme con le mamme in una zona boscosa detta “ la casaccia “, dove ora è il cantiere del Masi, costruttore di strade. C’erano tre boschi con querce, lecci, pini selvatici e arbusti vari, ma c’erano anche delle radure, dove si stendeva una tovaglia colorata e si apparecchiava con tante cosine buone: pane e mortadella, uova sode, pezzi di cioccolata… Le mamme legavano una grossa corda a due alberi e si faceva l’altalena e si giocava fino al tramonto. I grandi invece andavano in bicicletta fino al Padule. Qualcuno, come il mio cognato Paolo Porta aveva la motoretta: la sua era una bella Lambretta, una novità, uscita allora dall’Innocenti e ne era molto contento. L’aveva vinta la sua mamma con un concorso dei dadi Star. Lui ci saliva con mia sorella Emilia e insegnava anche a lei a guidarla. Il Padule era ricco di acqua, pioppi, canne ed erbe palustri. Le persone vi andavano partendo da Castelmartini e arrivavano fino a “ Le morette “ , una zona nominata così perché da alcuni decenni vi stazionavano stormi di uccelli acquatici di colore grigio scuro, che migravano dal nord-Europa verso l’Africa. Anche oggi è chiamata così. C’erano i friggitori di anguille, pesci tipici del Padule, e le vendevano insieme ad altri cibi con vino e bevande. Tutti facevano la merenda in allegria. Salivano poi sui barchini, caratteristiche imbarcazioni nere, lunghe e strette, incatramate, adatte a muoversi in quei canali e potevano così vedere tutto il Padule. C’erano anche i suonatori: di organino, di fisarmonica, di chitarra, talvolta accompagnati da cantanti. Ragazze e giovanotti ballavano e si divertivano fino al calar del sole.