IL Giorno di Pasqua

IL Giorno di Pasqua

La domenica di Pasqua era gioia grande. Dopo il dolore e la morte del venerdì santo, Gesù risorgeva glorioso. Io andavo alla S. Messa con i miei genitori e quando tornavo giocavo con le mie amiche. Allora nessuno andava fuori per qualche giorno e, sia le vacanze estive che le festività, si passavano a casa. Si diceva, come anche ora, “Natale coi tuoi e Pasqua con chi vuoi”, ma non si andava mai da nessuna parte. Così a Pasqua tutta la famiglia era riunita: si stava tutti insieme grandi e piccini e sulla tavola c’era un buon pranzo: pasta col sugo di carne, pollo arrosto con le patate, uova sode, come era tradizione, frutta e dolce, prima uno fatto in casa, poi la colomba uovo di cioccolata. Nel primo pomeriggio si stava fuori nel prato o nell’aia e ci si riposava un po’ seduti al sole, parlando coi familiari e con i vicini. Più tardi si andava a trovare i parenti, io avevo i nonni materni e tre zii che abitavano poco distanti: Dino e Guido Lassi e Piero Sensi e andavo da loro con la mamma e la mia sorella e si stava insieme fino a sera.

 

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