ASPETTANDO LA PASQUA - Benedizione delle case

ASPETTANDO LA PASQUA – Benedizione delle case

Il camino o la stufa ormai non si accendevano più e le donne facevano le grandi pulizie e preparavano la casa per quando il sacerdote sarebbe venuto a dare la benedizione di Pasqua:” L’ acqua santa “. Tutto veniva pulito e lavato, fuori nelle conche di coccio con l’acqua tirata su dal pozzo o anche sciacquando e risciacquando nel vicino rio che scorreva limpido e che anche oggi passa da Lamporecchio, Cerbaia e Mastromarco, per gettarsi poi da una parte nel Padule e dall’altra nel Vincio. Portavano un bastone di legno sulle spalle con due secchi di latta alle estremità: uno per prendere l’acqua e l’altro per lavare i panni e in mano tenevano una tavoletta di legno. Arrivate, si inginocchiavano sull’argine e lavavano usando l’erba saponina e cercando di non consumare tutto il pezzo di sapone. Avevano poco: qualche tendina, dei piccoli tappeti ai lati del letto e, nell’armadio, una coperta bella, che era quella delle nozze, ma tutto mettevano per quando passava il sacerdote a benedire perché volevano accoglierlo bene , in festa, con una casetta tutta bella, in ordine e un po’ adornata. Si abbelliva la madia(dove si  faceva l’impasto del pane) mettendovi nappine di lana colorata. Si rinnovava la credenza con fogli di carta a piccoli disegni; si lucidavano i pochi mobili con un panno imbevuto di petrolio e si mettevano centrini di carta bianca smerlati.Le sedie, di paglia di sarello, si riaggiustavano con ago e filo. I pavimenti di semplici mattoni si lavavano e vi si passava il cinabrese, una tintura fatta con una polvere rossa (cinabro) mescolata con acqua e così prendevano un bel color rosso scuro che copriva anche eventuali macchie. Quando il sacerdote aveva benedetto con l’acqua santa tutte le stanze, gli venivano date le uova come ringraziamento. Ricordo che alcune donne venivano dalla mia mamma che aveva le galline e ne chiedevano per offrirle anche loro. Insieme al sacerdote veniva un ragazzo con due borse e quando uscivano dal mio casato erano carichi. Le uova di gallina si regalavano anche alla maestra e lei ricambiava donando un uovo di cioccolata ad ogni bambino.